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L’Oreal e i Test sugli animali

Pubblicato il: 3 ottobre 2012 | Commenti 19

Non sempre quello che troviamo su Internet corrisponde alla verità assoluta. E’ una frase che ripeto spesso, e che trovate nel mio Disclaimer in bella vista.
Non tutti quelli che scrivono su internet si informano prima di dettare verità spesso non conformi alla realtà, molti danno opinioni senza prima informarsi..
Ma ci sono anche tante persone che invece prima di parlare, e di scrivere, si documentano meglio che possono.

Ho fatto questa piccola premessa per un motivo: non mi sono mai esposta moltissimo sulla questione TEST SUGLI ANIMALI perchè nonostante le numerose ricerche non ero giunta a notizie soddisfacenti e definitive. Tempo fa, all’evento Pupa Milano, ho avuto modo di conoscere la loro posizione, e l’ho condivisa volentieri con voi. Così, quando la L’Oreal mi ha invitata nella loro sede di Milano per fare altrettanto, ho accettato subito e molto volentieri.

Mi è capitato spesso sulla pagina di ricevere frasi del tipo “come fai ad usare quei prodotti” “loro testano su animali quindi non comprerò mai” ecc

Ci tengo a dire da subito che rispetto l’opinione altrui, e non sono qui a convincere qualcuno di qualcosa, semplicemente a portare una testimonianza su quanto ci è stato detto durante l’incontro, con la speranza di fare maggior chiarezza sulla questione.

Ad introdurci in questo “mondo” così offuscato è stata Patricia Pinot, chimica e fisica che da oltre 12 anni si occupa del Settore Ricerca e Innovazione in L’Oreal, che ha esordito dicendo:

“La bellezza è una ricerca senza fine, perseguita sia dagli uomini che dalle donne. Molte donne al mattino, quando usano i consueti prodotti di bellezza, non fanno caso alla composizione, o ad altri fattori, perchè si fidano del prodotto. Ed è proprio per meritarci questa fiducia, che noi di L’Oreal invece, prestiamo molta attenzione alla formulazione dei prodotti.”

Tornando indietro nel tempo, Patricia ci racconta che nel 1960 fu emessa una regolamentazione, la quale prevedeva che per verificare la sicurezza dei componenti di ogni prodotto, questi ultimi dovevano essere testati sugli animali prima di essere messi in commercio.

L’Oreal si era dovuta adeguare ovviamente a questa legge, ma già nell’89 aveva trovato delle alternative, interrompendo i test sui prodotti finiti.

Nel 2004 una nuova regolamentazione andava a definire ciò che L’Oreal aveva già fatto da parecchio tempo. La legge infatti stabiliva la fine dei test sugli animali sui prodotti finiti, e definiva inoltre che entro il 2009 questi test (dei cosmetici) sarebbero stati proibiti in tutta Europa e che entro il 2013 i test sarebbero stati proibiti anche sui singoli ingredienti.

L’Oreal, che già aveva anticipato i tempi mettendosi in regola con la legge del 2004 già nell’89, decide di proseguire con la ricerca per trovare alternative ai test su animali, sia per trovarsi già pronta, sia per ambizione etica.

Si prefigge quindi di trovare dei METODI ALTERNATIVI:
– cercare di ridurre al minimo i test sugli animali
– affinare i metodi ancora in corso in modo da renderli meno dolorosi possibile
– sostituire definitivamente i test su animali con altri tipi di test.

Decide quindi di concentrare tutte le energie soprattutto sull’ultima fase, utilizzando gli stessi principi dell’Industria Areonautica: progettare a tavolino e con l’uso di computer, le potenzialità di nuove molecole, senza doverle testare su anima viva.
Questo mediante anche l’ausilio di oltre 100 anni di esperienza e di dati raccolti e mediante l’uso di pelle ricostruita per i test.

L’Oreal infatti decide utilizzare i database per la creazione di molecole che avessero cartteristiche simili a quelle create in precedenza, ma migliorate secondo tanti aspetti: impatto ambientale, efficacia, ecc. Grazie anche esperti in tossicologia, si sono potuti fare confronti tra queste molecole, facendo segnalare stesso dal computer che aveva assimilato queste informazioni, possibili pericoli. E una volta trovata la molecola adatta, la fase finale consiste nel testarla su pelle e cornea ricostruita.

L’Oreal infatti ha realizzato il primo modello di epiderma nel 1969, con la particolare caratteristica di riuscire ad “abbronzarsi” se a contatto con alcune molecole.

Nel tempo, grazie alle donazioni di cellule ai fini della ricerca, L’Oreal è riuscita a realizzare molti tipi di pelle, diversiicati per età, etnia, tipologia.

Il secondo passo fu la creazione di cornea ricostruita, al fine da testare shampoo, mascara e tutti i prodotti che potevano venire a contatto con gli occhi. E successivamente fu creata anche la mucosa nasale ricostruita, per tutti i prodotti spray ecc che possono essere inalati.

Dopo soli 20 anni, nel 1989, L’Oreal sospendeva i test sugli animali sui prodotti finiti, e metteva a disposizione di chiunque lo volesse tutti i suoi progressi, realizzando anche ricerche differenti come la ricostruzione delle mucose genitali, che per la L’Oreal non hanno interesse, ma per molte altre aziende potevano essere utili.

Ma come funzionano effettivamente questi test? Ci hanno spiegato anche questo. In pratica, si iniziano a preparare deiprotocolli per queste nuove molecole, le producono in piccole quantità per avere scarso impatto ambientale, le testano su pelle ricostruita e analizzano le possibili reazioni al microscopio. Se la molecola non da reazioni particolai viene validata e inserita nella formula. Viene quindi sviluppato e terminato il protocollo, che viene inviato all’ECBAM per essere controllato e validato.

In sostanza quindi la L’Oreal testa i suoi prodotti e i singoli ingredienti su pelle ricostruita.

C’è un ma, una piccola parte di topolini e ratti, circa 1500 ogni anno, vengono ancora utilizzati per dei test (la L’Oreal non utilizza conigli o altri animali, per cui tutte le foto e i video che trovate in rete sono fasulli) che ad oggi non sono riusciti ad evitare. Ora vi spiego di cosa si tratta.

Si tratta di reazioni sistemiche, di metodi predittivi. In sostanza, la L’Oreal tramite i test su pelle ricostruita riesce ad ottenere risultati su reazioni immediate sulla pelle di quel componente, ma non pu avere notizie sui danni che una molecola può provocare a lungo termine. Non può quindi prevedere la genotossicità, la cancerogenità, e le allergie sistemiche.

Quindi testa alcuni dei suoi prodotti applicandoli sulla cute di topolini, niente viene iniettato, i prodotti cosmetici vengono appllicati sulla pelle così come faremmo noi. E se ne studiano i meccanismi a lungo termine.

Perchè i topolini? Perchè hanno un DNA molto simile al nostro!

Ovviamente L’Oreal sta lavorando affinchè entro il 2013 anche questi ultimi 1500 topolini vengano risparmiati per dare posto a metodi alternativi, che non coinvolgano alcun animale.

 

Terminate queste premesse, abbiamo avuto la possibilità di fare alcune domande. Ad esempio abbiamo chiesto come mai ci sono dei loghetti su alcuni prodotti (il famoso logo del coniglietto) e perchè loro non ce l’hanno.

Ci hanno spiegato che questi loghi vengono rilasciati direttamente da associazioni autonome, come la LAV, l’ICEA ecc a fronte di un’iscrizione presso le loro liste e a dei controlli. Loro non sono interessati ad iscriversi ma hanno lasciato che queste associazioni visitassero liberamente i loro laboratori, infatti ad esempio la PETA ha rilasciato un premio alla L’Oreal per la “Ricerca nel settore allergie cutanee”.

Ci hanno spiegato inoltre che molte delle aziende che fanno parte di queste liste, per non testare sugli animali, utilizzano componenti che però in passato sono stati testati (prima che fosse vietato).. in effetti è un pò un controsenso non vi pare? Non è meglio fare ricerca? Io penso di si!

Parlando di ingredienti mi sono permessa di chiedere come ci si comporta in paesi al di fuori dell’Europa, visto che la L’Oreal vende in tutto il mondo. E mi è stato spiegato che in Europa le leggi sono molto più rigide rispetto al resto del mondo ma che la loro stanno cercando di sensibilizzare anche gli altri paesi all’uso di nuove tecnologie e a evitare i test. Ad esempio hanno persuaso la Cina all’utilizzo di pelle ricostruita asiatica, e anche a RIO stanno facendo dei congressi sui metodi alternativi, per divulgarli e per proseguire la ricerca per la predizione in ambito tossicologico dei componenti.

In America ad esempio ci sono associazioni come l’EPA che controllano l’impatto ambientale dei componenti. Sono molto più attenti a questo che ai test sugli animali, ma anche lì la L’Oreal si sta adoperando per portare avanti la sperimentazione su pelle ricostruita.

Ad oggi infatti la L’Oreal è l’unica azienda europea ad essere stata accettata dall’EPA e molte delle loro molecole e dei loro protocolli vengono richiesti per essere messi nelle liste approvate.

Ho chiesto infine se esistesse un ente che certificasse la veridicità di tutte queste cose, che si assumesse il compito di controllare che le aziende effettivamente non testassero su animali ecc, e mi hanno spiegato che ne esiste uno per ogni stato. In Europa c’è l’ECVAM, a livello mondiale c’è l’ICVAM e ce ne sono poi per ogni stato. Questi enti si premurano, quando viene sottoposto loro un nuovo ingrediente, di controllare il dossier e tutte i test che sono stati effettuati dall’azienda prima che esso venga inserito nelle formulazioni, e solo dopo l’approvazione l’azienda può commercializzarlo.

Alla fine dell’incontro la domanda è sorta spontanea: perchè non avete detto prima tutto questo?

La risposta è stata che, effettuando ancora una piccola parte di test su animali, non sembrava loro giusto dire che non testavano completamente, benchè quei testi rappresentino davvero pochissimo rispetto a tutto il lavoro di ricerca che è stato fatto.
Avendo però visto quanto l’argomento tocchi la sensibilità pubblica, presto sarà online un sito: L’Oreal Answers, dove saranno ufficialmente divulgate tutte queste informazioni, ci saranno articoli e pubblicazioni scientifiche a riguardo, ed esperienze di chi ha vissuto l’esperienza di entrare nei loro laboratori e ha voluto portarne una testimonianza.

Con l’anno nuovo anche noi blogger avremo la possibilità di vedere coi nostri occhi come funziona la ricerca e la sperimentazione L’Oreal, andremo infatti a Lione, nel centro Gerland, la struttura dove vengono effettuati i test alternativi. E finalmente potrò portarvi una vera testimonianza, oltre a tutte queste notizie.

Spero che questo articolo vi sia utile e abbia fatto un pò di chiarezza sull’argomento.

Ovviamente siete libere di crederci o meno, di rimanere delle vostre opinioni ecc. Non ho scritto tutto questo con l’intento di convincere qualcuno ma solo per portare la mia testimonianza, raccontarvi quanto ci hanno detto e chiarire alcuni punti.
Massimo rispetto per chi la vede diversamente. Io dal mio canto credo a quanto mi è stato detto e non vedo l’ora di andare a Lione per vederlo coi miei occhi.

Se aveste ulteriori domende o dubbi, potete lasciarmele in un commento e le girerò volentieri alla L’Oreal, poi aggironerò il post con le risposte.

  • Annalisa

    Veramente molto interessante. Alla L’Oreal passano per dei mostri quando fino a qualche anno fa era la legge ad obbligare TUTTI a fare i test. Le cose stanno cambiando perchè la tecnologia è cresciuta,solo oggi è diventato possibile evitare queste sofferenze sugli animali e già dal prossimo anno tutte le aziende dovranno adeguarsi alla nuova normativa, sta iniziando una nuova era e non è giusto far pagare alle aziende quello che in passato è stato fatto per assoluta NECESSITA’. Per cui basta moralismi, e soprattutto basta far circolare foto di gatti e conigli scuoiati, non solo è disinformazione ma è anche un macabro spettacolo che urta la sensibilità delle persone.

  • Trovo che sia veramente molto interessante sapere che è stata ricreata della cute che mostra come potrebbe reagire la nostra pelle. Sul fatto dei test sugli animali, cosa si può dire? Sicuramente è utilissimo evitare il loro utilizzo, ma senza l’utilizzo di questi topolini da laboratorio molte cose potrebbero non esistere!

  • Nero

    Molto interessante ma mi permetto di dire che le informazioni sono MOLTO di parte.
    L’Oreal testa sugli animali, di loro ammissione. Probabilmente stanno facendo ricerca su metodi alternativi ma questo non cambia le cose: testano di loro ammissione.
    E lo ripeterò: TESTANO.

    Ora, se per qualcuno lo sforzo di testare su pochi animali è abbastanza, per altre persone non lo è. Semplicemente.

    E’ vero che tutti gli ingredienti adesso considerati sicuri sono stati testati in passato.. ma che c’entra? Allora siccome prima si ammazzavano animali in nome della scienza cosmetica è giusto continuare a farlo?
    E’ come dire che siccome una volta esisteva il cosiddetto “omicidio d’onore” è giusto continuare ad ammazzare le donne perchè tanto un tempo era accettato.

    Mi spiace ma ogni loro argomentazione non regge per chi ama e rispetta gli animali – topi inclusi.
    Ci sono tante marche che non testano e che ogni anno tirano fuori prodotti di qualità eccezionale senza storcere nemmeno un baffo a nessun roditore: un nome per tutti è Urban Decay, rinomatissima sia per gli ombretti nella Naked sia per le matite 24/7.
    Ogni argomentazione è futile per gli animalisti, mi spiace. Se c’è chi dimostra ogni giorno che i test possono essere evitati e nello stesso tempo si possano creare prodotti best seller mondiali [ricordo che anche mac non testava fino a qualche mese fa e credo che nessuno abbia da ridire sulla qualità di ognuno dei loro prodotti] allora la conclusione è una sola: CHI TESTA LO FA PERCHE’ VUOLE FARLO.
    Non penso che Lush, Mac, Urban Decay, Illamasqua, Bare Minerals, Neve Makeup, Essence ecc ecc abbiano chissà che grandi equipaggiamenti fantascientifici per non testare, L’Oreal potrebbe benissimo comportarsi allo stesso modo.

    Ed’è davvero ipocrita che vi portino a visitare i laboratori dove conducono questi fantomatici test alternativi. Sarà facile comprare i loro prodotti, dopo.
    Fatevi invece portare a vedere dove spalmano gli agenti chimici dentro gli occhi e dentro le ferite dei topi, se veramente credete che i test siano una cosa accettabile non dovrebbe per voi essere un problema vedere DAVVERO cosa significa finanziare questo genere di torture.

  • antonella

    laura davvero interessante …un tema sicuramente importante che ci riguarda da vicino ….moolto vicino visto che tratta la sicurezza della nostra salute e dall’ altra il rispetto degli animali tutti..inoltre mi auguro che anche altri brand di cosmesi possano evolvere la loro politica aziendale orientandosi sempre di più verso metodi di ricerca e di sperimentazione alternativi come ci insegna la L’ Oreal che da anni si muove ..lavora ..elabora….e ci rende consapevoli di una realtà che sta cambiando…e che fa luce ..chiarezza su una questione di cui si parla tanto e di cui realmente si conosce poco e male…

  • Mizar Star

    Sono pienamente d’accordo con Nero…
    Mi sto ancora informando sull’argomento, però voglio dire una cosa: capisco la tua buona volontà, Laura, ma credo che invitare una persona che non ha le conoscenze scientifiche per controbattere alle loro affermazioni, non possa essere considerato un vero dialogo.
    Se avessero invitato da loro un equipe di esperti scienziati animalisti, mi sarei fidata di più di frasi come ‘per ora non è proprio possibile evitare quei 1500 ratti all’anno’.
    E soprattutto, forse parlando con uno scienziato avrebbero risparmiato di dirvi quella idiozia (perché te l’assicuro, è un’idiozia) che i topolini hanno un DNA simile al nostro. Ma per piacere… I test sugli animali vengono considerati inaffidabili da molti scienziati proprio per questo: nessuno degli animali utilizzati ha ovviamente un DNA simile al nostro.

    • Mizar se avessero chiamato un’equipe di esperti probabilmente non avresti potuto leggere questo articolo. 🙂
      Siamo state chiamate non in quanto esperte del settore (benchè io studi biotecnologie quindi non sono proprio a digiuno) ma come portavoce dei vostri dubbi, e come tramite per riportare le loro parole e accendere un dibattito sano e costruttivo. 🙂
      Per quanto riguarda la questione dna dei topi, ti assicuro che, geneticamente parlando, uomini e topi si somigliano in maniera sorprendente e a differenziarli sono davvero pochi geni!
      Per il resto, come ho detto anche a Nero, rispetto la vostra opinione, anche se in alcuni punti diverge dalla mia.
      Apprezzo molto che abbiate commentato 🙂 E spero di potervi dare ulteriori delucidazioni in merito.
      A presto
      Laura

  • Carmen

    Effettivamente, leggendo tutto l’articolo, anch’io mi sono chiesta come mai non fossero intervenuti prima e come mai hanno permesso che certe notizie circolassero.
    Come detto in uno dei commenti qui su, testano ancora e non capisco come mai, non riescano ad adeguarsi ad aziende che non testano, pur essendo grandi e conosciute internazionalmente.
    Grazie comunque per l’articolo, non ero assolutamente a conoscenza della possibilità di ricreare una pelle ricostruita e spero che, al più presto, tutti i test vengano fatti su quqest’ultima!

  • Lucia

    Trovo molto istruttivo questa articolo, anche se, ammetto, è difficile crederci dopo tanto parlarne negli ultimi tempi. Avrebbero dovuto opporsi prontamente e fortemente a certe notizie se false. Io confido che sia davvero come dice l’azienda e non vedo l’ora di leggere il resoconto di visita tuo e di altre blogger Laura 🙂

  • Nessie

    Ciao,
    scusami, mi permetto di intervenire in quanto la questione mi preme molto.
    Trovo il tuo articolo un fantastico esempio di marketing pubblicitario! “vengono sacrificati pochi topolini” fantastica comunicazione elusiva! traduzione: uccidiamo senza problema alcuno 1500, numero non verificabile, esseri umani, ratti, non TOPOLINI!
    Ma chi vogliamo prendere in giro??? Proprio tu che dici di studiare Biotecnologie dovresti sapere che nessun cosmetico porta benefici drastici. Dovresti sapere che tutti gli antirughe, gli antiacne ecc. hanno solo effetti limitati e che la differenza è fatta dal sistema pubblicitario che ci gira intorno. Per questo è intollerabile che nel 2012 ancora si effettuino test su animali.

    • Nessie mi spiace che tu lo abbia inteso così, ho semplicemente cercato di riportare la mia esperienza in L’Oreal e tutto quanto hanno detto a me e ad altre colleghe durante quella giornata. Niente Marketing da parte mia, ti assicuro. Molte delle mie lettrici hanno posto domande qui o sulla pagina riguardo la questione, e avendo avuto notizie direttamente da uno dei Brand più discussi, ho pensato fosse giusto riportarvele così come mi sono state dette. Tutto qui.
      Ora che siano ratti o topolini credo sia irrilevante. E il fatto che io studi Biotecnologie dovrebbe farti capire che ne vedo uccidere tanti di più di 1500 per la ricerca.
      Sono perfettamente consapevole che un farmaco è sicuramente un bene “indispensabile” mentre il cosmetico no, ma sta di fatto che le aziende che li producono sono tante, e se sono tante è perchè c’è richiesta. Anche a me dispiace che si testi ancora su animali, ma sono speranzosa su quel che mi è stato detto, e cioè che anche questi 1500 topolini (o ratti come preferisci) vengano risparmiati entro il 2013.
      Non è che mi faccia piacere, ma se non riescono a trovare alternative non si può nemmeno condannarli secondo me, visto e considerato che per quello che hanno potuto, hanno eliminato i test su animali già parecchi anni prima che fosse emessa una legge. Questo secondo me denota la volontà ad eliminarli del tutto il prima possibile. Insomma io sono fiduciosa, poi ognuno è libero di prenderla come vuole, ci mancherebbe.. 🙂
      Grazie del tuo contributo.

  • Irene

    Sinceramente mi fa alquanto ridere come la gente creda a tutto quello che viene detto loro.
    Facile, facilissimo credere al fatto che i test sugli animali siano obbligatori; uno legge l’articolo, ci crede ed ecco fatto che può andare in un bel negozio di cosmetica e fare grandi compere di prodotti L’Oreal…tanto si stanno impegnando, no? stanno cercando di eliminare del tutto i test sugli animali, che persone sensibili!
    Ma c’è chi ha due occhi per vedere, una testa AUTONOMA e che sa formarsi un’opinione propria senza farsi influenzare da chi dietro a tutto questo ci guadagna. Perchè è così. E non nascondiamoci dietro ad un dito dicendo che i test sono necessari, perchè dietro a questa affermazione si nasconda tanta, ma tanta ignoranza.
    Spiegatemi perchè, allora, i prodotti non vengono sperimentati sulla pelle degli uomini? Si ritorna al solito discorso: gli animali sono esseri inferiori che possono essere sfruttati a nostro piacimento.
    Chi parla così ha mai avuto un cane? un gatto? un qualsiasi animale che gli sia stato vicino e che gli abbia donato un amore incondizionato che SOLO gli animali sono capaci di dare?
    Mi piacerebbe dire a queste persone di mettere nella stessa situazione il LORO animale, di vederlo soffire come quei ”pochi” topolini…(pochi?!? 1500 sono pochi? se a morire fossero 1500 persone all’anno, molti cambierebbero opinione…).
    Trovo terribile il fatto che, sebbene molte persone si siano sensibilizzate su questo argomento, le condizioni continuino a rimanere queste.
    Terribile davvero.
    Detto questo non volevo criticare il tuo articolo, Laura, solo esprimere la mia opinione su quello che è questo mondo di speculazioni sulla pelle degli altri e, soprattutto, su quella degli animali.

    • Nessun problema Irene, come sai, lascio sempre aperta la porta ai commenti di tutti, specialmente se scritti in maniera educata come il tuo.
      Io mi sono limitata a riportare quanto mi è stato detto, le mie opinioni personali traspaiono dai commenti che sicuramente avrai letto, ma ho cercato di mantenermi imparziale nell’articolo, riportando quanto avevo letto, sentito e visto (dopo la visita a Gerland).
      Mi sono permessa di chiedere anche io come mai non si sperimentasse sugli umani, e mi è stato detto che lo fanno, ma non ci sono tanti volontari rispetto alle esigenze.
      Ad ogni modo, tra meno di una settimana i test saranno aboliti. Anche quei 1500 topolini saranno risparmiati 🙂

  • Irene

    Grazie delle informazioni comunque, è apprezzabile il fatto che tu riporti quello che ti è stato detto in modo oggettivo…cosicchè ognuno possa formarsi le proprie idee in merito all’argomento.
    Complimenti per il sito 🙂

  • Ciao,
    ho trovato il tuo blog proprio cercando notizie su L’Oreal, dato che pare che non si possano più commerciare cosmetici testati sugli animali, anche se già le compagnie stanno chiedendo proroghe.
    A me piacerebbe davvero credere che quello che ti hanno raccontato è giusto, ma onestamente non ci credo perché da sempre L’oreal è nella lista neri degli animalisti di tutto il mondo. Io ogni tanto vedo qualche prodotto che mi tenta davvero, ma finora non ho ceduto. Concordo con altri commenti, Urban Decay è un brand vegano che fa prodotti meravigliosi, come mai un colosso come L’Oreal, con mezzi di certo molto più consistenti, non riesce a fare lo stesso? Secondo me perché non gl’interessa. Solo che le consumatrici stanno diventando sempre più sensibili a certe tematiche, quindi semplicemente mentono. Testare un prodotto su un topolino non significa rasargli il pelo e provargli il rossetto, i test sono molto più invasivi. E meno male che non li fanno più su cani, gatti e conigli (ma onestamente non ci metterei la mano sul fuoco che sia vero).

    • Capisco i tuoi dubbi Noemi e li rispetto. Dal canto mio, ho dei dubbi invece su tutte queste liste che circolano in rete, ho dei dubbi su queste associazioni in cui si paga per entrare e per dire che “non testano”, ho dubbi su tutti coloro che per vendere un prodotto hanno bisogno di mettere un coniglietto sulla confezione quando in realtà la regolamentazione vieta i test da anni. E’ come se io stessa dovessi portare un marchio che attesti che sono onesta..
      Credo anche che nelle multinazionali non sia tutto così semplice come nelle piccole aziende, e per quello che ho visto a Gerland, c’è molto impegno da parte loro sulla ricerca e sull’innovazione.
      Io ne sono uscita abbastanza convinta, almeno per quello che ho potuto vedere coi miei occhi, e mi sento fiduciosa.
      Spero che la tecnologia continui a fare grandi passi, così come ne ha fatti fino ad ora.
      Grazie del tuo commento.
      Laura

  • Daniela

    Gli esperimenti sugli animali, qualunque essi siano, sono eticamente inaccettabili e per niente “funzionali” alla riuscita del prodotto.
    Mi fanno sorridere le persone che dicono “testano sui topi perche’ al 98% il loro DNA e’ uguale al nostro……Avete mai pensato che e’ proprio quel 2% che li rende topi?
    Addirittura tra uomo e uomo un medicinale o un prodotto cosmetico puo’ avere risposte diverse, figuriamoci tra topo e uomo.
    Io penso invece che usare ingredienti che (purtroppo) un tempo venivano testati, serva a non usare altri animali per testarne di nuovi.
    E’ come se io dicessi “sai amo gli animali, ma per vendere di piu’ sono obbligato a testare”…..che discorso e’?
    Sono felice che L’Oreal stia usando ANCHE metodi non cruenti, ma e’ quell’ANCHE che a noi non va bene.
    Molte altre marche non testano. Fatelo anche voi e iniziero’ a comprare prodotti a marca L’Oreal, fino a quel momento no.

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